Presentazione Collegio Alberoni
Padre Mario Di Carlo

Una storia che continua, si allarga e si

apre a nuovi orizzonti

Anche oggi il Collegio Alberoni riconosce come suo compito prioritario l'impegno nella formazione dei sacerdoti. Ed anche per i Padri Vincenziani questo è importante, dato il fatto che la loro presenza e il loro servizio in questo Seminario Maggiore è una delle poche rimaste in tutta la Congregazione.
L'apertura del Collegio è duplice:

• una più appariscente è quella che ha portato ad aprire al pubblico le porte del Collegio: ci sono tanti interessati a voler visitare ed ammirare i suoi tesori artistici e fare un tuffo nel passato della sua lunga storia;

• ma quella più importante per noi è l'attenzione ai bisogni di altre Chiese Italiane e straniere che chiedono di accogliere qui i loro Seminaristi, confidando nella bontà della formazione che viene
impartita, oltre al fatto della gratuità della permanenza in Collegio.

In questi ultimi venti anni sono passati in Collegio seminaristi di tante parti del mondo: dall'Europa dell'Est al Libano, dall'Africa all'America Latina, oltre a quelli provenienti da diverse diocesi italiane. Questo movimento ha comportato un lavoro di amalgama, che si è rivelato però motivo di ricchezza umana, culturale e cristiana. C'è veramente uno scambio continuo di 'dare e ricevere'. In qualche modo, e molto concretamente, si percepisce e si vive qui in Collegio la 'cattolicità' della Chiesa. E dal Collegio questa realtà si propaga e si trasmette nei vari ambiti della diocesi, perché i seminaristi danno il loro contributo nelle realtà parrocchiali e in vari ambiti caritativi. E spesso ragazzi e giovani vengono in Collegio per esperienze di riflessione e di preghiera, offrendo loro la possibilità di pensare ad un futuro diverso da quello che propongono il mondo e la cultura che respirano ogni giorno, dentro e fuori le loro famiglie.
Il Collegio Alberoni vuole continuare ad essere una realtà aperta sia verso la diocesi di Piacenza-Bobbio, di cui costituisce il Seminario Maggiore, sia verso la società civile per un continuo interscambio umano e culturale, ma senza perdere la sua identità: essere cioè prima di tutto un luogo di formazione al sacerdozio per giovani piacentini e di altre zone, e quindi vuole coltivare e conservare il clima più giusto per raggiungere tale finalità.